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Messico – Penisola dello Yucatan Biosfera

RIVIERA MAYA  BIOSFERA DI SIAN KA’AN

messico_bandiera

Destinazione Messico, precisamente Riviera Maya Biosfera

Puerto aventuras (il nome tutto un programma) ci aspetta .L’ultima volta che siamo venuti in questo luogo era il 1999 ed eravamo in due ma questa volta lo abbiamo fatto conoscere anche a Mattia, nostro figlio di 10 anni.Dopo un volo abbastanza lungo, visto che abbiamo fatto scalo nella Repubblica Dominicana, siamo finalmente giunti a Cancun, l’aereoporto di destinazione.Dopo aver sbrigato le pratiche per lo sbarco e il controllo bagagli (qui sono abbastanza meticolosi) siamo arrivati nella mitica Puerto Aventuras, dopo circa un’ora di pullman.La stanchezza si è fatta sentire subito ma per fortuna, grazie al fuso orario +7, lì era già notte fonda e quindi ci siamo fiondati in camera del nostro bellissimo Resort “Barcelo Maya Caribe”.La mattina dopo ci accorgiamo della bellezza del luogo, il resort è inserito in un parco tropicale di 5000 metri quadri ed è stato creato rispettando i i criteri di ecosostenibilità, in modo da creare, appunto un impatto ambientale sostenibile.All’ interno, infatti, vivono alcune specie animali autoctone, come l’iguana, l’airone, il pellicano, il Coati piccolo marsupiale (simile al procione) e l’Aguti (un roditore onnivoro, la cui tipicità è la quasi totale assenza di coda e il loro gran “sederone “).Ognuno di quest’ultimi aveva la propria tana e la targhetta, che spiegava le abitudini alimentari, le dimensioni etc..Ogni tanto li vedevamo gironzolare per il viale del resort, tranquilli nel loro habitat naturale… una specie di parco dove anche tu sei “ospite” nel tuo ambiente, con ogni tipo di comfort possibile, campi da golf, tennis, centro sub etc.Un villaggio multifunzionale, insomma, che non siamo riusciti a conoscerlo tutto, data l’ampiezza.

Clima migliore periodo consigliato

PERIODO MIGLIORE PER VISITARE LA RIVIERA MAYA è da marzo a maggio, le giornate sono più lunghe e limpide, non umide, clima perfetto.
Anche a gennaio si riesce a trovare delle buone temperature anche se non caldissime come nei mesi successivi.

Il clima, in quel periodo, alternava nubi a sole pieno che, quando usciva, regalava colori splendidi al mare e al paesaggio con palme e spiaggia caraibica!!!! (non ci dobbiamo dimenticare, infatti, che questa parte del Messico è affacciata sul Mar dei Caraibi).Vicino a noi c’era l’isola di Cozumel, molto apprezzata dai sub per i fondali, e una barriera corallina, che in questo tratto di mare era seconda solo a quella Australiana, che si estente fino al vicino Belize… infatti anche nella spiaggia del resort c’erano trigoni e pesci volanti (Fly fish) che ti nuotavano intorno tranquilli.Un’esperienza bellissima anche per Mattia, nostro figlio, che era al settimo cielo.Le cose belle non erano tutte davanti al resort, infatti abbiamo visto che c’era un fenomeno particolare che ci avevano fatto conoscere nel precedente viaggio in Messico, anche se quella volta era in mezzo al mare,  e mi riferisco all’Ochio De Agua, una polla di acqua dolce e calda che proviene, in genere, da un cenote, nell’interno della foresta, che sfocia in mare da un fiume sotterraneo che, mischiandosi all’acqua salata, forma un cerchio in acqua riconoscibilissimo.Già queste esperienze ripagherebbero la fatica del viaggio… ma noi certo non ci accontentiamo!!Insieme ad una coppia di amici, Lorenza e Roberto, e alla nostra guida Claudio (un ragazzo Romano che era già qui da 5 anni) decidemmo di andare a vedere la Biosfera di Sian Ka’an.Nel viaggio, quest’ultimo, ci illustrava i vari aspetti della biosfera e anche il modo di vita dei messicani, abitanti della riviera maya e discendenti degli antichi Maya, che attualmente hanno conservato tradizioni e anche la lingua che io credevo estinta!Infatti esiste sempre, come etnia, una popolazione Maya che, sia per la conformazione fisica che per tradizioni, vive in modo diverso … più a contatto con la natura che li circonda.

Tulum El Castillo

Inoltre ci siamo accorti di come è cambiata Tulum in questi anni.
L’avevamo visitata nel 1999 e non c’erano tutti i resort e villaggi che ci sono adesso;
allora c’erano solo qualche palapa (capanna) messicana sulla spiaggia, molto coreografica ma con poche comodità occidentali.
Adesso, invece, le stesse cabanas sono rimaste ed aumentate ma hanno aria condizionata, portoncini e pannelli solari per l’energia elettrica!
Sono diventati eco-resort e quindi, ora, hanno un prezzo diverso… confort utili a noi occidentali e, soprattutto, americani che qui sono ovunque, visto anche le poche ore di volo che li separano da questo paradiso.
La natura e’ sempre bellissima, per fortuna, e la zona delimitata dalla biosfera è tutelata e si può solo visitare a numero chiuso.
Alcune zone sono off-limits e riservate, giustamente, a biologi che ne studiano gli habitat e la fauna con molteplici varietà di ecosistemi presenti.

BIOSFERA DI SIAN KA’AN
Finalmente arriviamo alla Biosfera di Sian ka’an e, dopo aver pagato 20 pesos (che serviranno per progetti inerenti alla biosfera stessa), oltrepassiamo l’arco che ci inoltra nella foresta di palme e vegetazione molto fitta, dove la nostra guida ci avverte sulla presenza di innumerevoli animali, tra cui anche il famoso giaguaro nero “Balan” che, sembra, lui abbia incontrato una volta mentre accompagnava dei turisti.
Più avanti vediamo un airone che sembra contemplare l’orizzonte, guardando verso il mare, mentre noi ci troviamo in una striscia di terra con il mar dei caraibi su un lato e dall’altro insenature di mangrovie e lagune, dove abitano varie specie ornitologiche e ittiche.
E’ uno spettacolo bellissimo per chi ama la natura.
Sian ka’an, in lingua maya, vuol dire “Dove nasce il cielo” o “Regalo del cielo” e visitandola si capisce presto il perchè.
Patrimonio mondiale dell’Unesco dal 20 gennaio 1987, la biosfera si estende per 650.000 ettari circa, divisi tra zone costiere, selva tropicale bassa e media, dune di sabbia, laguna, pantani, isole di mangrovie e mare.
Piu’ di 300 specie differenti di uccelli trovano un luogo ideale dove passare e nidificare nel corso dell’anno, soprattutto tra le splendide mangrovie, habitat perfetto e fonte inesauribile di cibo.
Tra le specie più particolari troviamo, senza dubbio, la Fregata magnifica, l’Aquila pescatrice, il Pellicano pardo, vari tipi di Garza, tra cui spicca il Tigrisoma mexicanum (Garza tigre), la Cicogna americana, il Tucano, l’Anhinga, L’Ibis, la Spatola rosata e l’Airone.
Nella parte di terra ferma (anche se non completamente accessibile) si possono trovare Giaguari, Puma, Tigrilli (Leopardustigrino), Ocelote, Tapiri, Volpi, Pecari, varie specie di Serpenti, tra cui risalta il bellissimo ma mortale Corallo, Tarantole, vari tipi di Formiche, Termiti (delle quali si possono apprezzare i complessi termitari), Coati, Cerbiatti, Scimmie urlatrici e tante altre specie, tutte nel loro habitat naturale.
Arrivati a Punta Allen, saliamo su delle barche per cercare l’incontro, da noi sognato, con alcuni abitanti del mare, sperando di incontrarli.
Claudio, la nostra guida, ci ha assicurato che oggi sembra la giornata giusta ed, infatti, è stato così!!!
Dopo poco vediamo una bellissima tartaruga che stava risalendo ed emergendo nell’euforia generale.
E’ proprio intorno a noi, vicinissima ed, dopo pochi attimi, ecco anche un delfino che si diverte a seguirci.
Quest’ultimi si vedono più frequentemente nel Mar dei caraibi messicani, sono i Mular, o tursiope naso di bottiglia (tursiops truncatus), e le loro dimensioni possono variare, mediamente, dai 2 ai 3.5 metri di lunghezza e dai 110 ai 350 kg di peso.
Il mular è anche definito costiero, infatti è quello che si vede più frequentemente vicino la costa.
E’ il più solitario della sua specie e si può, spesso, vedere nuotare da solo (90% dei casi sono maschi) o, a volte, in coppia (80% dei casi sono mamma e figlio) e Iigruppi non superano mai i 20/25 esemplari.
Mentre ci dirigiamo verso un’isola di mangrovie, dove nidificano delle fregate con i maschi dall’inconfondibile gozzo rosso, vediamo, ancora una volta, una tartaruga ma, questa volta, molto più grande.
Avvicinandoci, per farle delle foto, ci siamo sentiti molto soddisfatti per questo incontro, soprattutto nostro figlio, Mattia, che avrà molte cose da raccontare ai suoi compagni di classe.
Finiamo il nostro giro in barca con un pò di snorkeling, dove riusciamo a vedere anche un pesce leone, e con un bagno nelle piscine naturali, una zona dove l’acqua più bassa regala colori bellissimi.
Abbiamo fatte anche un giro nel paesino di Punta Allen, dove gli abitanti di origine Maya sono quasi tutti pescatori di aragoste e qui, certamente, ce ne sono tantissime!

Nel bellissimo mare caraibico che fa da sfondo, basta mettersi una maschera per apprezzare la barriera corallina (seconda per grandezza al mondo dopo il Big Reef australiano) che, con i suoi almeno 120 tipi di coralli differenti (tra duri e morbidi), offre un habitat perfetto per vari tipi di animali come:
Il pappagallo, L’angelo, l’angelo parigino, il chirurgo, la damigella spagnola, la farfalla, la trombetta, il serg.maggiore, i tre occhi, il porco, la pietra, il pargo, il mero, il barracuda, la murena, lise, mojarra, lo scorpione, le razze, i trigoni, la rubia, la cubera, la palometa, jurel, la vecchia spagnola, la boquinete, le mante, gli squaletti gatto e una varietà di invertebrati, tra cui spicca l’aragosta caraibica.
Nelle tranquille e sicure acque della Bahia de ascension e de espiritu santo (le due baie principali di sian Ka’an) trovano spazio per vivere, in totale libertà, una grande comunità di delfini a naso di bottiglia o mular (tursiops troncatus) e manati (vacche di mare) in fortissimo rischio estinzione.
La biosfera ospita anche le quattro specie differenti di tartarughe, due delle quali in forte rischio di estinzione.
Chelonia midas, caretta caretta, termochelis imbricada, (becco di falco) e laud (l’ unica esclusivamente erbivora) che, a parte il cibo, trovano, sulle spiagge incontaminate, luogo perfetto per la deposizione delle uova.
Dal momento che è stata riconosciuta come biosfera, Sian Ka’an è entrata a far parte di un progetto dell’ Unesco “L’uomo nella biosfera” per il quale è previsto l’integrazione di attività umane all’interno di un’area cosi naturale e incontaminata.
La zona è stata dichiarata di basso impatto ecologico, infatti il villaggio di pescatori di Punta Allen, nella costa della biosfera, dispone solamente di 10 ore al giorno di energia elettrica, 5h la mattina e 5h la sera.
Questo contorno e questa varietà fanno, sicuramente, della biosfera di Sian ka’an il posto più interessante e bello da visitare a livello naturale della riviera maya.
La tranquillità di questo luogo e la bellezza della natura ci rimarranno certamente impresse nella memoria.
La sera torniamo al resort, preparandoci per il giorno dopo per la visita a Tulum e Coba, siti scoperti recentemente e non ancora molto conosciuti.
La mattina partiamo per Tulum e, dopo avere fatto sosta ad un bar italiano, ci dirigiamo verso l’entrata.
Anche quì l’impatto è molto diverso dal 1999 (quando eravamo venuti a visitarlo era libero); adesso, invece, c’è un costo di entrata e i siti archeologici sono delimitati da corde.
Certo, l’idea dell’esploratore ne perde un pò ma in compenso si riesce a limitare i danni che alcuni turisti, incauti, potrebbero causare a questo bellissimo sito archeologico, uno dei pochi molto coreografici.

TULUM, La joya del caribe mexicano.
Tranquilla e sonnecchiona, Tulum è veramente un gioiello.
E’ il Municipio più giovane e meno popolato dello stato; solamente dal 13 marzo 2008, con 20.000 abitanti circa, è il nono municipio (provincia) dello stato.
La down town è divisa dal mare, ben 6 km, ma ciò non toglie l’incanto che il cento di Tulum offre al turista, con i suoi negozietti, localini, alberghi, bar e ristoranti caraibici.
La costa, a parte un sito archeologico unico per la sua posizione sul mare, offre sistemazioni in “cabañas” (bungalow caraibici) che, negli ultimi anni, sono diventate una vera e propria attrazione turistica.
Immersi nel verde in riva al mare, ormai con tutti i comfort, questi complessi di bungalow sono la scelta perfetta per chi cerca relax e comodità senza lusso esagerato a contatto con la natura.
Purtroppo i prezzi sono un pò altini, considerando il fatto che questo tipo di sistemazioni, in tutta la riviera, si trovano solo qui.
Dopo la visita al coregrafico sito di Tulum, andiamo a farci un bagno nel mar arabico che abbiamo ammirato dall’alto del sito, dirigendoci verso Playa, paradiso poco distante.

COBA.
E’ incredibile come Coba non sia ancora molto conosciuta, infatti molti turisti non visitano nemmeno questo sito che, invece, è uno dei più grandi per la vastità di reperti nella Riviera Maya.
Il sito possiede diverse grandi piramidi, la più grande delle quali è nel gruppo delle Nohoch Mul, alta 42 metri.
Esiste una strada bianca a forma di “O” di nome “Sacbé” (sacbes > strade) ed è il centro di un sistema di strade, costruito dai Maya per il commercio e per i viaggi a piedi.
Alcuni sacbes sono talmente lunghe che sono state viste dagli astronauti in una missione shuttle.
L’entrata sembra un classico parco e, davanti ad essa, ci aspetta un noleggio bici oppure una carrozzella, a due posti, con bici e portantino che, però, non ci affascina molto oggi, infatti ci sentiamo molto Indiana Jones e quindi, insieme ai nostri amici, decidiamo di incamminarci verso la piramide, in fondo sono solo 10 minuti a piedi!
Mentre camminiamo nel sentiero circondato dalla giungla, sentiamo la presenza di molti animali, versi di uccelli e chissà se c’è anche qualche giaguaro… speriamo oggi abbia già mangiato!
Dopo aver camminato un pò e ammirato la giungla ancora quasi intatta, intravediamo ciò per cui abbiamo intrapreso questo viaggio … la piramide di Nohoch Mul che si erge maestosa davanti a noi!

La piramide principale, nohoch mul significato ‘grande collina, è larga 42 metri e alta (138 metri) ed è il più alto monumernto nella penisola dello Yucatan ora inizia la scalata!!!
In effetti e’ molto ripida forse anche piu’ di Chichen Iza ma vi assicuro che dall’alto lo spettacolo e’ assicurato !! Coba infatti e’ uno dei più importanti siti archeologici nella zona Costruito tra due laghi durante il periodo classico (600-900 d.c.) era un tempo una città molto grande diffusa oltre 80 chilometri quadrati. E dall’alto si puo’ ammirarne la vastita’ anche Mattia mio figlio che a solo 9 anni si arrampica contento e emozionato all’idea di vedere dall’alto la giungla sottostante e in effetti la fatica ci ripaga ampiamente!!!
La guida che ci aspetta all’entrata ci fa’ vedere anche un campo maya dove veniva giocata la Pelota.
Un edificio con un gradino alto un metro e un cerchio in pietra posto ad un’altezza di tre metri circa sopra ad un basamento fatto a forma di piramide piu’ squadrata e bassa . Li’ Mattia rimane affascinato dal racconto del gioco perche’ in effetti i Maya erano molto cruenti si pensil gioco consistesse nel passarsi una palla di pelli pressate colpendola pero’ con il corpo e il capitano che stava sopra ll gradito piu’ alto aveva il compito di centrare il cerchio con la palla e in questo gioco il capitano della squadra che perdeva si narra venisse decapitato ! Vi assicuro che non doveva essere una cosa facile!!! Purtroppo e’ giunta l’ora di andare via anche se ci sarebbero ancora molte parti da visitare e mentre andiamo via vediamo uno stupendo tramonto sul lago Macanxoc “Monumenti maya: 

Coba era popolata da 50.000 abitanti e copriva un’area pari a 80 km².
Il periodo in cui sono stati costruiti più monumenti fu tra il periodo Medio e quello Classico, tra il 500 e il 900, con la gran parte dei geroglifici datati intorno al VII secolo.
Coba era un sito importante anche nell’era Post-Classica, dove vennero costruiti altri templi e quelli vecchi restaurati.
I Maya prosperarono, qui, tra il 400 e il 1100 d.c.
Coba si erge isolato, al largo delle coste, tra le città costiere di Tulum e Valladolid, nello stato delle Yucatan.
Oltre le strutture, ci sono misteriose strade antiche che attraversano la giungla, chiamate Sacbes (citate prima) che si irradiano da piccoli sentieri, conducendo ad altri aspetti delle rovine.
Queste rovine hanno aperto al pubblico nel 1973 ma solo 6.000 strutture sono state ripristinate e messe in mostra, infatti la maggior parte sono ancora sepolte sotto secoli di giungla fitta.
La parte superiore del tempio gigantesco della Chiesa offre una fantastica vista del lago Macanxoc.
Potrete vedere molte stele, glifi, sculture degli dèi e iscrizioni complete.
Il rientro, alla sera, ci appaga a pieno e siamo contenti della nostra giornata.
Abbiamo visto moltissime cose interessanti, tante da raccontare e la voglia di tornarci, in futuro, è grande.
In una settimana non è possibile conoscere tutte le bellezze che ci sono in questa parte del Messico che si divide tra il divertimento dei parchi di Xel-ha e Xcaret, la movida di Playa del Carmen e Cancun e la natura ancora in parte inesplorata.

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